Capitolo 12
condizione; e c'era un altro soggetto, come Lei sappia su che Sig. Tulliver era in mancanza incalzante del consiglio del Sig. Riley. Questo era il suo particolare ragione per rimanere silenzioso per un spazio corto dopo il suo ultimo tiro, e strofinando i suoi ginocchia in una maniera meditativa. Lui non era un uomo per fare una transizione improvvisa. Questo era un mondo sconcertante, come lui spesso detto, e se Lei guida il Suo carro in una fretta, Lei può accendere su un angolo goffo. Il Sig. Riley, nel frattempo non era impaziente. Perché deve è? Anche Hotspur, uno penserebbe, è dovuto essere paziente nel suo pantofole su un caldo focolare, prendendo tabacco copioso, e centellinando brandy-e-acqua gratuita. "C'è una cosa io ho i' la mia testa", Sig. Tulliver detto finalmente, in piuttosto un tono più basso che solito, come lui si girò la testa e guardò costantemente al suo compagno. "Ah!" detto il Sig. Riley, in un tono di interesse mite. Lui era un uomo con palpebre ceree e pesanti e sopracciglia alto-arcuati, sembrando precisamente lo stesso sotto tutte le circostanze. Questa immobilità di faccia, e l'abitudine di prendendo un pizzicotto di tabacco prima che lui diede una risposta, lo fece triplamente oracular al Sig. Tulliver. "È una cosa" molto particolare, lui seguì; "è sul mio ragazzo Tom." Al suono di questo nome, Maggie che fu fatto sedere su una chiusura di sgabello bassa dal fuoco, con un grande libro aperto sul suo grembo, scosse i suoi capelli pesanti indietro e guardò impazientemente su. C'erano poco suoni che hanno scovato Maggie quando lei stava sognando sul suo libro, ma il nome di Tom servì così come il fischio più acuto; in un istante lei era sull'orologio, con occhi che luccicano, come un terrier di Skye che sospetta danno o affatto eventi determinarono volare ad alcuno uno che lo minacciò verso Tom. "Lei vede, io voglio metterlo ad una scuola nuova a mezza estate", detto Sig. Tulliver; "lui è comin' via dal 'cademy a signora-giorno, un' io posso
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