Capitolo 1
quale lei e Betta furono zittiti. Lei non poteva dormire, e quando una volta lei riuscito nel chiudere i suoi occhi lei fu scovata dai grida e sferragliando catene del captives nella prigione comune ed il passo pesante di un altro sofferente che camminò in alto la stanza, anche più senza riposo che lei. Individuo-vittima povera! Era esso una coscienza torturata che l'ha guidato di qui e là, o era lui come innocente come lei era, ed era esso bramando, amore, ed ansia che l'ha orbato di sonno? Lui non era criminale volgare. Non c'era stanza per quegli in questa parte di l'edificio; ed a mezzanotte, quando il rumore nella grande sala era fatto tacere improvvisamente, suoni molli del luti venne in giù a lei dal suo cella, e solamente un padrone potrebbe colpire le sequenze con tale abilità. Lei non si preoccupò niente dell'estraneo; ma lei era grata per il suo regalo di musica, per lui i suoi pensieri deviarono da lei, e lei ascoltò con interesse crescente. Contento di una scusa per sorgere da lei letto duro, caldo, lei saltò su e si mise vicino alla finestra del una, un'apertura sbarrato con ferro. Ma poi la musica cessò ed una conversazione cominciò tra il carceriere ed il suo individuo-prigioniero. Che voce era quella? Si ingannò, o sente esattamente? Il suo cuore ancora stette in piedi mentre lei ascoltò; ed ora ogni dubbio era fatto tacere: Era Orion, e nessuno altro, chi lei sentì parlando nel alloggi sopra. Poi il carceriere parlò il suo nome; loro stavano parlando di lei zio deceduto; ed ora, come se nell'obbedienza a del segnale, loro abbassassero, le loro voci. Lei sentì bisbigliando ma non poteva distinguere quello che era detto. Parole a lungo dividendo furono emesse in toni di louder, la porta di la cella fu chiusa a chiave ed il prigioniero si avvicinò alla sua finestra. A questo lei pigiò la sua faccia vicino alle sbarre di ferro riscaldate, guardò verso l'alto, diede ascolto un momento e, come nulla stava mescolando, lei disse, prima
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