Capitolo 44
il suo orecchio come un uggiolare acuto. "Ledscha", lui rispose vivamente, mentre estendendo ambo le mani a lei in sincero comprensione; ma lei non tenne conto del movimento, ed il suo tono di calma stesso- la soddisfazione lo sorprese come lei rispose: "Quindi Lei mi cerca in sfortuna? Anche l'uomo cieco sa come trovarmi qui." "Io L'avrei rincontrato lontano piuttosto nella più grande felicità!" lui interrotto dolcemente. "Ma io non sono più cieco. L'immortals di nuovo mi permetta, come nei primi giorni, banchettare i miei occhi sul Suo marvellous bellezza." Una risata acuta tagliò brevemente le sue parole, ed il "Non cieco!" quale precipitò di nuovo e di nuovo da labbra suoi sondò più come risata che il discorso. Ci sono ferite lacere del dolore e della gioia, e la risata che è un accompagnamento di piacere è sentito anche sul confine stretto fra soffrendo e dispera. Forò più profondamente dello scoppio più selvaggio il cuore dell'artista di furia, e quando Ledscha ansò: "Non cieco! Guarito! Rich ed indemoniato di vista, vista perfetta!" lui la capì completamente per la prima volta, e potrebbe dare conto del sorriso di soddisfazione che l'era sorpreso solo sui suoi labbra. Lui guardò fisso a lei, assolutamente incapace emettere una parola; ma lei seguì parlando, mentre un minimo, risata sinistra mescolò coi suoi toni: "Quindi questo sta vendicando la giustizia! Ci permette donne per essere calpestato sotto piede, e prese le sue mani nel suo grembo! La mia vendetta! Come io ho lodato Nemesis! Come squisitamente la mia ritorsione sembrò essere riuscita! Ed ora? Esso era inganno mero e la falsità. Colui che era nascondiglio vede. Colui che era perisca in disagio è permesso, con una spada al suo lato, esultare su la nostra distruzione. Ascolti, se le buone notizie già non L'hanno contattato! Anche, io sono condannato a morte. Ma cosa mi preoccupo di me? Anche meno che quegli a chi noi preghiamo ed offriamo sacrifici per la donna tradita.
| <- | Contents | -> |