Capitolo 23
Epicurei?" "No", Hermon risposto. "Come il mio signore e Governa, io, anche mi numero fra gli alunni dello Straton saggio." "Effettivamente?" Ptolemy chiesto in un tono che parla in modo lento, allo stesso getto di tempo un sguardo dello stupore alla figura potente dell'uomo cieco e bene- formato, faccia intellettuale. Poi lui seguì impazientemente: "Io sarò appena offenda nell'inferenza che Lei, il creatore del Fico-mangiatore aveva esperimentato un cambio mentale e di vasta portata di fronte alla Sua perdita sfortunata di avvisti?" "Io avevo lottare sodo", Hermon risposto "ma io probabilmente devo il successo del Demeter alla circostanza che io trovai un modello cui la mente e natura corrisponde con quelli della dea ad un grado raro." Il monarca si scosse la testa equa, e protestò in un tono di positivo conoscenza superiore: "Come al modello, comunque bene selezionò può essere, non fu scelto bene per questo lavoro, lontano meno per Lei. Io ho guardato la Sua battaglia contro la bellezza in conto della verità, e si allietò, sebbene io spesso la sega Lei ed il Suo piccolo nastro di giovani discepoli sparate oltre il marchio. Lei portò qualche cosa nuovo la cui fondazione sembrò a me suono, e su che è probabile che le ulteriori somme siano erette. Quando le escrescenze cada, io pensai, questo Hermon, la sua ombra Soteles, e gli altri che lo segua forse aprirà percorsi nuovi all'arte che declina che è risalendo ai primi giorni continuamente. Il nostro tempo diverrà il punto di partenza di un'arte nuova. Ma per quella molta ragione, mi permetta di confessarlo, io si penta di vederLa precipitare di nuovo dal Suo anticipo baldo. Lei ora dice per il Suo lavoro che fende severamente a Natura, perché il modello è preso dalla vita stessa. Non diviene io per dubitare questo, ancora il francobollo di divinità che i Suoi orsi di Demeter sono trovati in nessuna donna mortale. Mi capisca correttamente! Questa certamente non è partenza dalla verità,
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