Capitolo 11
il mio Demeter può essere, Lei avrebbe dato due volte il premio finito a quello di Myrtilus." "Offenda, il mio giovane amico!" l'uomo di stato protestò con zelo onesto. "Ogni honour al grande morto la cui fine era così lacrimevole; ma in questo contesti--mi permetta di giurarlo dalla dea lei!--Lei sarebbe rimasto vincitore; per, al massimo, nulla può classificare col salvataggio incomparabile un lavoro di merito uguale, e--io conosco vita ed arte--due artisti raramente o mai non riesca nel produrre niente così perfetto come questo capolavoro al stesso tempo e nello stesso luogo." "Abbastanza!" Hermon ansato, rauco con eccitamento; ma Proclus, con animazione in aumento, continuò: "Riassuma come è la nostra conoscenza, Lei ha probabilmente percepì che io non appartengo alla classe di adulatori, e ad Alessandria non è rimasto proprio ignoto a Lei che il più giovane artisti mi numerano, a chi l'ufficio di giudice così spesso le cadute, fra il critichi più austeri. Solamente perché io desidero loro meglio buono faccia io francamente indichi i loro errori. La moltitudine offre l'encomio. Vuole presto fluisca anche su Lei in torrenti, io posso vedere il suo approccio, e come questo cecità, se l'Aesculapius augusto ed Isis salutari aiutano, passerà via come una serata d'inverno cupa, sembrerebbe a me criminale ingannarLa sulla Sua propria abilità ed il successo. Io già La vedo creando altro lavori alla delizia di dei ed uomini; ma questo Demeter estorce illimitato, apprezzamento entusiasta; ambo nell'insieme, ed in dettaglio, è, senza difetti e degno dell'encomio più ardente. Oh, quanto tempo è, il mio caro, sfortunato amico, siccome io potessi congratularmi con alcuno altro Alexandrian con fiducia così gioiosa sul più magnifico successo! Ogni parola--Lei può crederlo!--quale entra a Lei la raccomandazione di questo ultimo lavoro da labbra non usato ad elogio sinceramente è voluto dire, e come io l'emetto a Lei io lo ripeterò nella presenza del Governi, Archias, e gli altri giudici." Daphne, con alito affrettato, guance profondamente allineate il testo, ed occhi scintillanti,
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