Capitolo 47
Orefice di tennis di che aveva assistito gli artisti nella preparazione il metallo nobile, ed uno degli agenti di polizia che erano stati chiamati in causa per liberare la vecchia casa dei ratti e topi che l'infestarono, ambo seppero il modo. Loro devono tentare di salvare il lavoro di Myrtilus prima e, quando quell'era compiuto, preservi suo anche dalla distruzione dalle fiamme. Inclinandosi sul braccio dell'orefice, Hermon andò allo studio del suo amico; ma prima che loro l'arrivarono fumo e fiammeggia versato così densamente fuori che era impossibile anche guadagnare la porta. "Distrutto--una preda alle fiamme!" lui gemè. "E lui--lui--lui--" Poi come un matto lui chiese se nessuno avesse visto Myrtilus, e dove lui era; ma invano, sempre invano. Finalmente l'orefice che stava conducendolo chiese a lui di muoversi a parte, per tutti che si erano adunati alla Casa Bianca quando fu afferrato dalle fiamme aveva congiunto nello sforzo di salvare la statua di Demeter che loro avevano trovi incolume nel suo studio. Diciassette uomini, dall'esercizio di tutta la loro forza stavano trascinando il statua pesante dalla casa che pressocché era sul punto di precipitare in, nella piazza. Molti altri stavano sopportando cadaveri nell'aria aperta- il vecchio portiere Snuphis ed il servitore di corpo di Myrtilus. Alcuno immobile forme loro furono obbligati per andare via dietro a. Ambo i corpi avevano profondi ferite. Non c'era nessuna traccia di Myrtilus e Deviazione. Fuori del temporale si era abbassato, ed una brezza fresca soffiò rinfrescantemente in La faccia di Hermon. Come lui camminò braccio in braccio col notaio Melampus che aveva l'invitato a casa sua, e sentì dell'uno a lato suo esclami, "Come prodigamente Eos sta cospargendo la sua a-giorno di rose!" lui alzò involontariamente il stoffa con la quale lui aveva coperto la sua faccia che fa male per godere il bello allinei il testo di alba, ma di nuovo non vide niente salvi un nero e violetta-blu
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