Capitolo 6
di fronte all'oscurità Hermon permetterebbe di congiungerla inosservato. Un ricevimento dal quale lui non poteva essere assente, evidentemente stava quasi per prendere luogo. Sì, quello certamente era il caso; per ora la galea magnifica avuta si avvicinato come vicino la terra come l'acqua poco profonda permessa, ed il fischi del flauto-giocatore dei rematori, grida di comando, e l'abbaiare di cani potrebbe essere sentito. Poi un fazzoletto sventolò un saluto dal vaso agli uomini su spiaggia, ma la mano che l'ha contenuto era una donna. Ledscha avrebbe riconosciuto aveva il crepuscolo stato lontano più profondo. Le caratteristiche dell'arrivo nuovo non potrebbero essere distinte più; ma lei deve essere giovane. Una donna anziana non avrebbe saltato così agilmente nel skiff che era portarla alla terra. L'uomo che l'assistè nel fare così era lo stesso scultore, Hermon per chi lei aveva guardato con così molto brama. Di nuovo il sangue montò nelle guance di Ledscha, e quando lei vide il disposizione più strana la sua mano sulla spalla dell'Alexandrian che, solamente ieri, aveva assicurato la giovane ragazza del suo amore con voti ardenti, e gli permetta di alzarla fuori della barca, lei si seppellì i piccoli denti bianchi profondamente nei suoi labbra. Lei non aveva visto mai Hermon nella società di una donna di sua propria classe, e, pieno del dispiacere geloso; percepito con che assiduità zelante colui che inarcò prima nessuno in Tennis, corte pagata all'estraneo nessuno meno impazientemente che faceva il suo amico Myrtilus. La scena intera passò come un'ombra nel crepuscolo di fronte agli occhi di Ledscha, metà oscurata da disagio, perplessità ed improvvisamente la gelosia infiammata. Il crepuscolo egiziano è corto, e quando Hermon scomparve col nuovo- comer non era più possibile riconoscere l'uomo che digitò il molto barca nella quale lei avrebbe preso il viaggio notturno col suo innamorato, e quale ora fu remato verso il Nido del Gufo.
| <- | Contents | -> |