Capitolo 31
fino alla notte del prossimo giorno ma uno, quando la luna sarebbe al pieno." "E lui?" Tabus chiesto ansiosamente. "Lui chiamato le brevi ore che io lo costrinsi ad aspettare un'eternità," risposto la ragazza, "e loro sembrarono nessuno meno lungo a me--ma né implorazioni né urgenza giovarono; cosa Lei predisse per me dal corde l'anno scorso fortificarono il mio coraggio. Io dovrei gettare scherzevolmente via-- Io continuamente mi ricordai a--il grande buon Fato di fortuna purchessia destinò per me se io produssi alla mia brama e prematuramente presi quello che già era così vicino a mano; per--ricorda?--a quella durata fu promesso che in una notte quando la luna era al piena un periodo nuovo del massimo la felicità comincerebbe per me. Ed ora--a meno che tutto mi inganna-- ora mi attende. Se verrà con la piena luna di a-domani notte, o il prossimo, o il seguente, i Suoi spiriti possono sapere da soli; ma ieri era certamente troppo presto aspettarsi la felicità nuova." "E lui?" chiesto alla vecchia dama. "Lui non lo fece certamente facile per me", era la replica, "ma come io ditta rimasta, lui fu obbligato per produrre. Io accordai solamente sua caparra desideri vedermi di nuovo questa sera. Io immagino io ancora posso sentirlo esclami, con impetuosità amorosa, che lui odiò ogni giorno ed ogni notte quale lo tenne da me. Ed ora? Ora? Per un altro la causa lui mi fa l'aspetti invano, e se il suo schiavo non giace, questo è solamente il cominciando del suo gioco infame, infido." Lei aveva emesso le ultime parole in un uggiolare rauco, ma Tabus rispose calmantemente: "Faccia tacere, bambino, silenzio! La prima cosa è chiaramente vedere, se io è interpretare correttamente quello che mi è mostrato qui. I demoni devono essere completamente informato loro l'hanno richiesto. Ma Lei? Lei venne a sentire se gli spiriti ancora intendono di mantenere la promessa loro fecero poi?" Ledscha assentì impazientemente a questa domanda, e la vecchia donna continuò
| <- | Contents | -> |