Capitolo 28
Se io potessi capire e potrei metterlo in parole intelligibili, io dovrei avere bisogno il consiglio di nessuno estraneo per riguadagnare la mia pace di mente. Ma come è! Io ero guidato dalla mia ansia da tempio a tempio, ed ora a Lei e Suo demoni. Io andai da ora ad ora come se in una febbre che brucia. Se io lasciato la casa risolta fermamente a bethink io e, come io avevo atteso mio sorella, eviti pericolo ed il pettegolezzo delle persone, i miei piedi ancora mi condussero solamente dove lui desiderò soddisfarmi. Oh, e come bene lui capì come a aduli, descrivere la mia bellezza! Certamente era impossibile per non credere in lui e ha fiducia nel suo potere!" Qui lei esitò, e mentre guardando fisso silenziosamente in posto vacante una luce esposto al sole svolazzato sulla sua faccia grave, e, disegnando un alito lungo, lei cominciò di nuovo: "Io potrei bestemmiare quelli giorni della debolezza e l'estasi che ora--almeno io la speranza così--è finito. Ancora loro erano wonderfuly bello, e mai non può io li dimentichi!" Lei si inarcò di nuovo qui silenziosamente la testa, ma la vecchia dama accennò col capo incoraggiantemente, dicendo impazientemente; "Bene, bene! Io capisco tutti che, e Io imparerò quello che sta venendo più, per qualunque cosa appare nello specchio di il vino è infallibile--ma ancora deve divenire più distinto. Mi faccia-- prima scongiuri sui settanta-sette grande ed i settecento e settanta-sette piccoli demoni. Loro faranno il loro dovere, se Lei apre Suo cuore a noi senza riserva." Questa richiesta abbastanza sembrò urgente, e Ledscha pigiò la sua testa contro la spalla della vecchia donna come se cercando assistenza, esclamando: "Io posso non--no, io non posso! Come se gli spiriti che La rispettano già non sapessero quello che era accaduto ed accadrà nel futuro! Permetta loro di percorrere il profondità della mia anima. Là loro vedranno, coi loro propri occhi, quello che io non debba mai, mai non riesca nel descrivere. Io non potevo dirgli anche,
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