Capitolo 59
inseparabile dal suo tempio e la sua atmosfera di magico e mistico potere. Ogni profezia, ogni testo Sibillino che ogni oracolo deve essere falso se il rovesciamento di quell'immagine potesse rimanere impunito--se il la distruzione dell'universo andò a vuoto a seguire, come certamente come un, inondazione consegue da una rottura in un dyke. Come davvero lo poteva sia altrimenti, secondo il chiarimento che il suo insegnante le aveva dato del Neo- La concezione platonica della natura del dio? Non era Serapis ma il grande e l'inaccessibile--supremo sopra comprensione e sublima oltre la concezione per la cui la maestà ogni nome era troppo mezzo, la fonte e corona di Buono e la Bellezza, in intero tutti che mai esiste è stato e mai sarà. Lui era chi, come un brimful vaso, inondato con la quintessenza di quello che noi chiamiamo divini; e da questi effluence emanarono la Mente divina, l'intelligenza pura che è a Quello che luce è al sole. Questa Mente con vitalità sua--una vita non di tempo ma dell'eternità--potrebbe mescolare o rimane passivo come elencò; incluse una Molteplicità, mentre l'era Unità, e per sempre indivisibile. Il concetto di ogni creatura vivente procedè dal secondo: La Mente eterna; e questo vivificando e stimolando l'intelligenza compreso i prototipi di ogni essere vivente, da adesso anche, del dei immortali--non loro ma la loro idea o immagine. E nel momento in cui il Mente eterna procedè da Quello, così, nel terzo luogo, faceva l'Anima dell'universo proceda dal secondo; quella Anima cui natura duplice uno lato toccò la Mente suprema, e, sull'altro, il mondo più vile della questione. Questo era l'Aphrodite immortale, cullato nella beatitudine nel puro radianza del mondo ideale ed ancora incapace a gratuitamente lei dal lordo creta della questione scorrettamente dalla sensualità ed il veicolo di peccato. La testa di Serapis era la Mente eterna; nel suo seno largo dormì il Anima dell'Universo, ed i prototipi di tutti crearono cose; il mondo della questione lo sgabello era sotto i suoi piedi. Tutte le forze subordinate
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