Capitolo 51
meditativamente alla terra. Finalmente era Damia che parlò, mentre chiedendo ad essere portato nelle stanze delle donne. Comunque, Gorgo la fermò con un gesto, andò vicino da lei e detto: "No, aspetti un minuto, madre; prima Lei deve sentire quello che io devo dire." "Cosa Lei deve dire?" chiesto a sua nonna, shrugging le sue spalle. "Sì. Io non L'ho ingannato mai; ma una cosa che io ho celato fin qui da Lei perché io non ero mai fino a questa mattina sicuro di lui io--ora io è. Ora io so che io l'amo." "Il Cristiano?" disse la vecchia donna, mentre spingendo a parte un'ombra che ha protegguto i suoi occhi. "Sì, Constantine; Io non La sentirò abusarlo." Damia rise bruscamente, e detto in un tono di disprezzo supremo: "Non vuole? Poi Lei ebbe ferma meglio i Suoi orecchi, mio caro, per come da molto come può agitare la mia lingua. . . ." "Faccia tacere, nonna, dica nessuno più", detto la ragazza risolutamente. "Non faccia mi provochi con più di me può nascere. Eros mi ha forato più tardi che lui fa più ragazze e l'ha fatto ma una volta, ma come profondamente Lei non può mai sappia. Se Lei parla solamente malato di lui Lei aggrava la ferita e Lei può non sia così crudele! Non faccia--io L'imploro; lasci cadere altrimenti il soggetto. . ." "Altrimenti?" "Altrimenti io devo morire, madre--e Lei sa che Lei mi ama." Il suo tono era molle ma fisso; le sue parole si riferirono al futuro, ma quello futuro era come chiaro alla prospettiva di Gorgo come se fosse passato. Damia diede un frettoloso, obliquamente getti uno sguardo a suo nipote, ed un freddo freddo attraversò suo; il--ragazza stette in piedi e parlò con un'aria di inspirazione--lei era piena della divinità come Damia pensata, e la vecchia donna stessa il feltro come sebbene lei sia in un tempio e nella presenza immediata del Immortals. Gorgo aspettò una replica, ma invano; e come rimase sua nonna silenzioso lei risalì al suo luogo dal piedistallo. Finalmente Damia elevò
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