Capitolo 43
anche, perse alcuno caro uccise nella baruffa?" "No, no", lei rispose con fretta con un gesto di terrore al pensiero. "Cosa vuole poi qui a così in ritardo un'ora?" "Nulla--nulla", lei disse. "Quello è del tutto finito! Buon Dio, quanto tempo io deve stare sedendo qui--io--io so che io devo andare; sì, io lo so." "E è da solo-nessuno uno con Lei?" Lei si scosse la testa malinconicamente. I vecchi uomini guardarono attentamente a lei. "Poi io La prenderò casa sicura", lui disse. "Lei vede io sono un vecchio uomo e un prete. Dove vive, il mio bambino?" "IO? IO. . ." Agne balbettato, ed un torrente di scottare ferite lacere precipitò in giù le sue guance. "Il mio Dio! il mio Dio! dove, dove è io per andare?" "Ha nessuna casa, nessuno che appartiene a Lei?" chiesto al vecchio uomo. "Venga, bambino, strappi sul Suo coraggio e veramente mi dica quello che è quell'agita Lei; forse io posso essere capace aiutarLa." "Lei?" lei disse con malinconia amara. "Non è Lei uno del I preti di Vescovo?" "Io sono un diacono, e Theophilus è la testa della mia chiesa; ma per quello molta ragione. . ." "No", Agne detto bruscamente, "io ingannerò nessuno. I miei genitori erano Arians, e come le mie credenze sono le stesse come il loro il Vescovile mi ha guidato via come un esule, finalmente e senza la pietà." "Davvero", disse Eusebius. "I Vescovili facevano quello? Bene, come la testa di una grande comunità di Cristiano lui, chiaramente è legato per guardare a cose nel loro aspetto più largo; piccole cose, le piccole persone non possono essere nulla a lui. Io, sul contrario sono io ma un piccolo personaggio, ed io curo per piccolo cose. Lei sa, bambino che ha detto il Dio 'che in suo Padre regno ci sono molte magioni', e che in che non sono le pause di Arius il mio; ma è ciononostante nel regno del Padre. Non può essere così molto inopportuno dopo tutti che Lei dovrebbe aggrapparsi al credo dei Suoi genitori. Quale è il Suo nome?" "Agne."
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