Capitolo 39
si avventurato elevare i suoi occhi alla bella faccia di questo prelato principesco, di chi caratteristiche eccellenti, pallide guardarono come se loro fossero stati intagliati fuori di marmo. "Poi vada a partecipare dell'Eucaristia sacra nella basilica di Mary," risposto il Vescovile. "È proprio ora l'ora--ma no, fermata. Lei è un estraneo qui Lei dice; Lei è fuggito da Suo padrone--e Lei è giovane, molto giovane e molto... È scuro anche. Dove è Lei intendendo dormire?" "Io non so", Agne detto, ed i suoi occhi riempirono con ferite lacere. "Quello è quello che io chiamo il coraggio!" Theophilus mormorato al prete, e poi lui aggiunse ad Agne: "Bene, grazie ai santi, noi abbiamo asili per come Lei, qui nella città. Quel scrivano gli darà un documento quali assicureranno la Sua ammissione ad uno. Quindi Lei viene da Antioch? Poi c'è il rifugio di Seleucus di Antioch. A che parrocchia--[Parochia in I Suoi genitori appartengono?" "A quello di John il Battista?" "Dove Damascius il predicatore era?" "Sì, Padre santo. Lui era il pastore delle nostre anime." "Cosa! Damascius l'Arian?" pianto il Vescovile. Lui disegnò la sua multa e figura grandiosa su alla sua altezza più imponente e chiuso i suoi labbra sottili in disprezzo augusto, mentre Irenaeus, mentre agganciando le sue mani in orrore, chiese suo: "E Lei--faccia Lei, anche confessa l'eresia di Arius?" "I miei genitori erano Arians", Agne risposto in molta sorpresa. "Loro mi insegnarono adorare il Salvatore divino." "Abbastanza!" esclamato severamente il Vescovile. "Venga ad Irenaeus." Lui accennò col capo al prete per seguirlo, aprì la tenda ed andò in prima con dignità suprema. Agne stette in piedi come se un fulmine fosse precipitato, impallidisce, mentre tremando e disperato. Era non poi un Cristiano? Era esso un peccato in un bambino accettare il credo dei suoi genitori? Ed era quelli che, dopo avere esteso caritatevolmente un mano che salva, aveva così lo prelevato prontamente--era loro i Cristiano nel
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