Capitolo 11
La testa di Gorgo affondò e rossori tinsero le sue guance come lei rispose: "Io amo Lei, ed io non ho mai pensiero pari di alcuno uno altro. I miei pensieri e desideri ardenti gli fecero seguire tutto il tempo Lei vada via... ed ancora... oh, Constantine! Quella cosa del una. . ." "Non può dividerci", disse appassionatamente il giovane, "da quando noi abbiamo amore--il possente ed il potere grazioso che conquistano tutte le cose! Quando amore faccia un cenno: il turbine muore via come l'alito dai labbra di un bambino; esso può fare un ponte su su alcun abisso; creò il mondo e conserve il esistenza di umanità, può rimuovere montagne--e questi sono il più più belle parole del più grande degli apostoli: 'È la sofferenza lunga e genere, crede tutte le cose, le speranze tutte le cose e non conosce fine. Rimane con noi fino a morte e c'insegnerà a trovare quella pace cui baluardo e l'adornamento cui bambino e genitore che è!" Gorgo aveva guardato amorosamente a lui mentre lui parlò, e lui, pigiandola dia ai suoi labbra seguì con sentimento ardente: "Sì, Lei sarà il mio--io sfido, ed io andrò a chiedere a Lei di Suo padre. Ci sono delle parole parlate nella vita di uno che non può essere dimenticata mai. Una volta Suo padre disse che lui desiderò che io ero suo figlio. Il marzo, in campo, in battaglia io ho vagato dovunque, quelle parole sono state in mio mente; per me loro potrebbero avere ma un significato: Io sarei suo figlio--io posso sia suo figlio quando Gorgo è mia moglie!--Ed ora il tempo è venuto. . ." "Non ancora, non a-giorno", lei interruppe impazientemente. "Le mie speranze sono le stesse come il Suo. Io credo con Lei che il nostro amore può portare tutti che sono più dolce in vite nostre. Cosa Lei crede che io devo credere, ed io voglio mai non esorti su Lei le cose che io riguardo come più santo. Io posso abbandonare molto, sopporti molto, e vuole tutti sembri facile per la Sua causa. Noi possiamo essere d'accordo,
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