Capitolo 28
Lei spesso aveva ora prima stato un spettatore silenzioso delle allegrezze selvatiche della famiglia del musicista, e lei aveva pensato a questi sempre accenda- creature di hearted come spendaccioni in che sprecano tutta la loro sostanza alcuni giorni attardare dopo attraverso anni di privazione e pentimento. Agitato, come lei non potesse riuscire ad essere, come alla salvezza eterna di queste anime perdute, sebbene felice in sua propria fede, lei continuamente aveva, si rivolto per la pace al suo Salvatore e sempre lo trovò; ma a-notte che era non così, per una tentazione nuova ed inaspettata aveva saltato su per lei nel casa di Porphyrius. Lei aveva sentito Gorgo cantare di nuovo, e congiunse la sua propria voce col suo. Canto funebre, inni bramosi, outpourings appassionato in encomio del possente e la bella divinità aveva riempito il suo orecchio ed aveva mescolato la sua anima con un brivido estatico, anche se lei seppe che loro, era la composizione di poeti di pagano ed era stato cantato all'armonia di prima luta da idolatri di reprobate. Ed ancora, ed ancora loro avevano toccato il suo cuore, e trasportato la sua anima all'estasi, e ripieno i suoi occhi con ferite lacere. Lei non poteva ma confessa a lei che lei avesse potuto dare nessuno più puro, espressione più dolce, o più alta ai suoi propri dolori, la gratitudine, aspirazioni, e le speranze di vita mai durevole e si vanta di, che questo donò creatura aveva dato all'espressione della sua idolatria. Sorprenda, agitazione, no, della piccola gelosia era stata mescolata con la sua delizia a Gorgo cantando. Come era esso che questo pagano potesse sentire e le emozioni assolute quale lei aveva concepito di come il diritto speciale di sempre il Cristiano, e, per sua propria parte, non aveva sentito mai così ferventemente come nel ore quando lei aveva attratto più vicino al suo Dio? Non era lei proprio sentimenti il vero ed uni corretto; aveva il suo rapporti con questi pagani contaminato lei?
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