Capitolo 19
non sia d'accordo completamente che noi capiamo l'un l'altro il meglio per lui. Io ho mio modo di pensare, Lei ha il Suo; così noi ognuno sa quello che vuole dire l'altro; ma dopo che la tragedia viene al dramma di satiro, e noi possiamo come bene fine questo che agita sera con la chiacchierata amichevole di un'ora." Dicendo quindi Demetrius si stirò su un divano ed invitò Marcus a fare lo stesso, ed in alcuni minuti la loro conversazione aveva girato, come al solito, al soggetto di cavalli. Marcus era pieno di encomi degli stalloni suo fratello aveva incrociato per lui, e quale lui aveva cavalcato che molto tondo di giorno il Myssa--[Il Myssa era il Meta, o giramento-post]--in l'Ippodromo, e suo fratello aggiunse senza il piccolo compiacimento: "Loro erano tutti incrociati dallo stesso sire e dalle cavalle più di prima qualità. IO li rotti in me, ed io desidero solamente.... Ma perché faceva Lei non viene le stalle questa mattina?" "Io non potevo, colorante di Marcus risposto leggermente. Poi noi andremo a-domani a Nicopolis ed io La mostrerò come trovare Megaera oltre il Taraxippios."--[Il terrore dei cavalli.] "A-domani?" Marcus detto imbarazzò piuttosto. "Di mattina me debba vada a vedere Eusebius e poi. . . ." "Bene, poi?" "Poi io devo--io voglio dire dovrebbe piacermi. . . ." "Cosa?" "Bene, essere sicuro io potevo, tutto lo stesso.--Ma no, non sarà fatto--io abbia. . . ." "Cosa, quello che?" Demetrius pianto con impazienza in aumento: Il "mio tempo è limitato e se Lei avvia i cavalli senza sapere il mio modo di maneggiare loro loro non faranno certamente loro meglio. Appena il mercato comincia a riempire noi metteremo fuori. Noi avremo bisogno alcune ore per il Ippodromo, poi noi ceneremo con Damon, e di fronte al buio. . . ." "No, no", Marcus risposto, "a-domani, certamente io non posso positivamente...." "Persone che non hanno niente per mancare tempo" sempre, rispose l'altro. "A-domani uno delle Sue feste è?"
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