Capitolo 50
afferri, lui afferrò i suoi capelli coperti di stuoie con ambo le mani, gemè profondamente, e ripetuto di nuovo e di nuovo, come se chiedere insistentemente il perdono, il nome di "Magdalen." Poi lui chiamò Sirona in una voce forte, e come lei si svegliò smodatamente spaventato, lui chiese a lei in toni urgenti: "Chi gli diede quel anello?" "Era un presente di Phoebicius", rispose lei. "Lui disse lui l'aveva avuto dato a lui molti anni fin da in Antioch, e che era stato inciso da un grande artista. Ma io non lo voglio alcuno più, e se gli piace l'abbia Lei può." "Lo getti via!" Paulus esclamato, "gli porterà nulla ma sfortuna." Poi lui si raccolse, andò fuori nell'aria col suo testa affondata sul suo seno, e là, gettandosi in giù sul bagnato pietre dal focolare, lui gridò: "Magdalen! prediletto e più puro! Lei, quando Lei cessò essere Glycera, divenuto un martire da santo, e trovò la strada a cielo; Io avevo il mio giorno anche di Damascus--di rivelazione e conversione--ed io osai chiamarmi da il nome di Paulus--ed ora--ora?" Immerso in disperazione lui si colpì la fronte, mentre gemendo fuori, "Tutti, del tutto invano!"
| <- | Contents |