Capitolo 37
finalmente è permesso per guardare ai cieli blu, allo splendore del soleggi, ai fiori innumerevoli e foglie nei boschi verdi, e sul prati. Lei era disgraziata, ed ancora una donna felice. "Quello è amore!" era le parole che il suo cuore ha cantato in trionfo, e come lei memoria guardò di nuovo sugli ammiratori che si erano avvicinati in Arelas quando lei ancora era poco più di un bambino, e dopo a Roma, con parole di nave appoggio ed occhiate, loro tutti apparvero come fantasma forme portare ceri deboli la cui luce impallidì pietosamente, per Polykarp ora era venuto la scena, sopportando il molto sole stesso nelle sue mani. "Loro--e lui", lei mormorò a lei, e lei vide come sia un bilanci, ed una delle scale l'omaggio posi che nella sua voglia vana lei aveva desiderato così. Era di nessun più peso che la loppa, e suo intero massa era come un mucchio di paglia che volò su appena Polykarp posò il suo amore--un hundredweight di oro puro, nell'altra scala. "E se tutte le nazioni e re della terra portassero i loro tesori insieme", pensiero lei, "e li posò ai miei piedi, loro non potevano farmi come ricco come lui mi ha fatto, e se tutte le stelle fossero munite di miccia in uno, il globo enorme di luce che loro formerebbero non poteva splendere così brillantemente come la gioia che riempe la mia anima. Ora venga quello che può, io non mi lagnerò mai dopo quell'ora di delizia." Poi lei pensò su ognuno alle sue prime riunioni con Polykarp, e ricordò che lui non le aveva parlato mai di amore. Cosa non lo deve l'ha costato per controllarsi così; ed una grande gioia trionfante riempì il suo cuore al pensiero che lei era pura, e non indegno di lui, e un senso non pronunciabile di rosa di gratitudine su nella sua anima. L'amore che lei è nata questi uomini sembrarono prendere ali, e si diffuse sulla vita comune ed aspetto del mondo, e colorò di rosa ad un spirito della devozione. Con un profondo sospiro lei si elevò gli occhi e dà a cielo, e nella sua brama per provare
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