Capitolo 25
l'oasi, ed io mi sono solamente una creatura selvatica della regione selvaggia, un animale spiacente, sciocco, e non usa uno. "Quell'era una pietra che è precipitata? Sì, certamente io sento il passo di un uomo; vada rapidamente nella caverna e non mescola fino a me La chiami." Sirona si rinchiuse nella sua pietra-abitazione, e Paulus prese il corpo del cane nelle sue braccio per celarlo dall'uomo che stava avvicinandosi. Lui guardato rotondo, indeciso, e cercando un occultamento-luogo per lui, ma due acuto occhi già avevano scoperto sopra lui ed il suo piccolo carico dall'altezza lui; prima che lui aveva trovato un luogo appropriato, pietre stavano rotolando e crollando in giù dalla rupe al diritto della caverna, ed allo stesso tempo un uomo venne saltando in giù con baldanza avventata da pietra cullare, e senza tenere conto della voce di avvertimento dell'anchorite, flung lui in giù il pendio, diritto di fronte a lui, esclamando, mentre lui lottò per alito e la sua faccia avevano calde con odio ed eccitamento: "Che--io lo so bene-quello il levriero di Sirona è--dove è sua padrona? Mi dica questo istante, dove è Sirona--io devo e saprò." Paulus frequentemente aveva visto, dalla stanza del penitente nella chiesa, il senatore e la sua famiglia nei loro luoghi vicino l'altare, e lui era molto stupito riconoscere nel saltatore audace come che rivestì di vimini su lui un uomo arrabbiato con capelli arruffati ed occhi ardenti, Polykarp, il secondo di Petrus figlio. Gli anchorite lo trovarono difficile preservare la sua calma, e composto portamento, per siccome lui era stato consapevole che lui aveva accusato falsamente Sirona di un peccato pesante, mentre alla stessa durata lui aveva confessato ugualmente falsamente lui il partner del suo misfatto, lui sentì un'ansia alla quale è ammontata angoscia, ed un'oppressione di piombo controllò la rapidità dei suoi pensieri. Lui balbettò fuori alcune parole inintelligibili per prima, ma il suo oppositore
| <- | Contents | -> |