Capitolo 17
Quando, un ora più tardi, il senatore cercò suo figlio nella sua lavoro-stanza, lui lo trovi dormendo, ed il vino stette in piedi intatto sulla tavola. Petrus posato leggermente la sua mano sulla fronte di suo figlio e lo trovò rinfreschi e liberi da febbre. Poi lui andò quietamente su al ritratto di Sirona, elevò la stoffa con la quale fu coperto, e lo sopportò prima un tempo lungo affondato in pensiero. Finalmente lui disegnò di nuovo, lo dissimulò di nuovo, ed esaminò il modelli che stettero in piedi su una mensola assicurarono al muro. Una piccola figura femmina particolarmente riparato la sua attenzione, e lui stava prendendo esso ammirabilmente nel suo nastro quando Polykarp si svegliò. "Quella è l'immagine della dea del fato--quello è un Tyche", Petrus detto. "Non sia adirato con me, generi", Polykarp implorato. "Lei sa, il figura di un Tyche è stare in piedi nella mano della statua del Cesare quello è inteso per la città nuova di Constantine, e così io ho tentato rappresenti la dea. Il drappeggio e posa delle braccio, io penso, abbia riuscito, ma io fallii nella testa." Petrus che l'aveva ascoltato con attenzione, gettò uno sguardo involontariamente alla testa di Sirona, e Polykarp seguito i suoi occhi sorpresi e pressocché spaventò. Il padre e figlio avevano capito l'un l'altro, e disse Polykarp, "io avevo già pensiero di quello." Poi lui il sighed amaramente, e detto a lui, "Sì e verily, lei è la dea del mio fato." Ma lui sfidò non emetta ad alta voce questo. Ma Petrus l'aveva sentito sospiro, e detto, "Faccia quel passaggio. Questa testa sorrisi con fascino dolce, e l'espressione della dea che regole che le azioni uguagliano dell'immortals, dovrebbe essere austero e grave." Polykarp non potrebbe contenersi più. "Sì, generi", lui esclamò. "Il fato è terribile--ed ancora io rappresenterò la dea con una bocca sorridente, per quello che è molto terribile in lei è, che lei non domina da leggi austere, ma sorrisi mentre lei ce la fabbrica sport."
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