Capitolo 10
senso di ammirazione devota che aveva esperimentato, quando per il primo tempo, nella sua prima gioventù, lui vide coi suoi propri occhi i lavori del grande vecchi padroni ateniesi nel Caesareum. E questa testa era il lavoro di suo figlio! Lui stette in piedi là grandemente superato, le sue mani agganciarono insieme, mentre tenendo il suo alito fino alla sua bocca era asciutto, ed ingoiando le sue ferite lacere per tenerli da precipitando. Alla stessa durata lui ascoltò con attenzione ansiosa, così come non perdere una parola di Polykarp. "Sì, così e così solamente è i grandi lavori di arte generati", disse lui a lui, "e se il Dio avesse dato su me tali regali come su questo giovanotto, nessun padre, no, nessun dio, mi avrebbe dovuto costringere per lasciare i miei Ariadne non finito. L'atteggiamento del corpo era niente male dovrei dire io--ma il capeggi, la faccia--il Sì, l'uomo che può foggiare tale somiglianza come quell'ha la sua mano ed occhio guidati dagli spiriti santi di arte. Colui che ha fatto quello testa sarà lodata insieme di giorni secondi col grande ateniese padroni--e lui-sì, lui, Cielo misericordioso! lui è mio proprio figlio adorato!" Un senso benedetto di allietarsi, come lui non aveva sentito fin da suo presto gioventù, ripieno il suo cuore, e l'ardore di Dorothea sembrò a lui mezzo pietoso e mezzo divertendo. Non era fino a suo figlio di duteous prese il martello nella sua mano che lui avanzò tra sua moglie ed il busto, mentre dicendo gentilmente: "Ci sarà calcoli abbastanza a-domani per distruggere il lavoro. Dimentichi il modelli, mio figlio, ora che Lei ha ne approfittato così con successo. Io so di una migliore padrona per Lei--l'Art--a chi tutto appartiene di bellezza che il più Alto ha creato--In Art in tutta la sua larghezza e fulness, non mise in ceppi e restrinse da alcun Agapitus." Il flung di Polykarp lui nelle braccio di suo padre, e l'uomo austero, appena padrone delle sue emozioni, baciò la fronte del ragazzo, i suoi occhi ed il suo
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