Capitolo 33
una macchia santa ad un altro, finalmente andò in giù nell'oasi, là pregare nella chiesa. CAPITOLO VIII. Era una sera rinfrescante e deliziosa; la piena luna colorò di rosa calmamente nel volta blu e scura del notte-cielo, e versò un'inondazione di luce in giù sul terra fresca. Ma i suoi raggi non diedero un forte abbastanza leggero forare il velo nebbioso che ha appeso sulla massa gigante della Montagna Santa; il città dell'oasi sul contrario fu illuminata pienamente; il largo carreggiata dell'alto-strada guardò al vagabondo da che discese il altezza sopra di come un brillante percorso di marmo bianco, ed il di fresco muri ubriaci della chiesa nuova luccicarono come bianco come nella luce di giorno. Le ombre delle case e palmo-alberi posarono come strisce scure di tappezzi attraverso la strada che quasi era vuota nonostante la sera fresco che di solito tentò i cittadini fuori nell'aria. Le voci di uomini e donne suonarono fuori attraverso le finestre aperte del chiesa; poi la porta aprì ed i Cristiano di Pharanite che erano stati partecipando della Cena--il pane e la tazza passò da mano per dare --uscito nel chiaro di luna. I sambuchi e diaconi, i lettori e cantanti, gli accoliti ed il sacerdozio assemblato del luogo seguirono l'Agapitus Vescovile, ed i laici vennero dietro ad Obedianus, la testa-uomo dell'oasi, ed il Senatore Petrus; con Petrus sua moglie, il suo venne cresciuto su bambini e schiavi numerosi. La chiesa era vuota quando la porta-custode che stava estinguendo il luci, osservò un uomo in un angolo scuro di un'anticamera attraverso che un primavera di acqua leggermente il plashed e gocciolò, e quale fu inteso per penitenti. L'uomo era prostrato sulla terra ed assorbito in preghiera, e lui non si elevò fino al facchino lo chiamò, e gettò il luce della sua piccola lampada pieno nella sua faccia. Lui cominciò ad indirizzarlo con parole dure, ma quando lui riconobbe nel adoratore tardo l'anchorite Paulus di Alessandria lui cambiò la sua chiave,
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