Capitolo 47
scultore di fronte al suo Urania strappò il canniccio fuori della sua mano, colpì il busto della statua appena-finita via il corpo, esclamando come lui faceva così, in una voce che il mimicked Pollux: "Io sto demolendo il lavoro di questo abborracciatore per lui mi irrita!" Le braccio dell'artista precipitarono dal suo lato; stupito ed infuriato lui fissò al cacciatorpediniere del suo lavoro manuale, e gridò: "Matto! questo è abbastanza. Uno soffia più e Lei sentirà il peso di i miei pugni." Hadrian rise ad alta voce, una risata dura e fredda, flung il canniccio ai piedi di Pollux e detto: "Giudichi contro giudizio--è solamente equo." "Correttamente?" Pollux gridato, accanto a lui. "La Sua spazzatura disgraziata come la quale avrebbe potuto fare il mio apprendista che è strabico bene come Lei, e questa figura nata in un momento di inspirazione! Vergogna su Lei! Ancora una volta, se Lei tocca di nuovo l'Urania io L'avverto, Lei può impari--" "Bene, quello che?" "Che ad Alessandria capelli grigi sono rispettati solamente così lunghi come loro meritano esso." Hadrian si piegò le braccio, avanzò piuttosto chiuda su a Pollux, e detto: "Dolcemente, individuo, se Lei valuta la Sua vita." Pollux avanzò di nuovo di fronte al personaggio imponente che è stato in piedi di fronte a lui, e, come sia scale, precipiti dai suoi occhi. La statua marmorea del Imperatore nel Caesareum rappresentò il sovrano in questo stesso atteggiamento. L'architetto, Claudius Venator non era nessuno altro che Hadrian. Il giovane artista diventò pallido e detto con testa inarcata, ed in voce bassa come lui girò andare: "Destra è sul lato del più forte sempre. Mi permetta di andare. Io non sono nulla ma un artista povero--Lei è della cosa molto diverso. Io ora La so; Lei è Cesare." "Io sono Cesare", Hadrian ringhiato "e se Lei pensa più a Lei come un artista che di me, io La mostrerò due sono quali di noi il passero, e quale l'aquila." "Lei ha il potere per distruggere, ed io desidero solamente--"
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