Capitolo 39
panche. Il pavimento largo della mare-terrazzo, pavimentato con bandiere lisce di marmorizzi, era brillantemente illuminato dal chiaro di luna largo, e la bianchezza di la pietra riflettè e sembrò aumentare la luce. Là stette in piedi il panche dalle quali aveva visto lontano Antinous. Lui posò il suo carico sul primo al quale lui è venuto, ed un brivido della gioia grata scaldò il suo corpo tremante quando la donna liberata emise un uggiolare basso di dolore che gli disse che lui non si era affaticato invano. Lui scivolò dolcemente il suo braccio tra il gomito duro del posto marmoreo e la sua testa, dare esso un piuttosto rimanere-luogo più molle. I suoi capelli abbondanti precipitarono in viscido tresses, coprendo la sua faccia come un velo spesso ma eccellente; lui lo divise a la destra ed andò via e poi--poi lui affondò sui suoi ginocchia dal suo lato come se una freccia improvvisa era precipitata dal cielo blu sopra di loro; per le caratteristiche era il suo, Selene, e la ragazza pallida di fronte a che lui stava inginocchiandosi era lei lei, la donna che lui ha amato. Pressocché accanto a lui e tremando in ogni lembo, lui la disegnò più vicino a lui e mise il suo orecchio contro la sua bocca per ascoltare se lui non aveva si ingannato, se lei non era precipitata davvero una vittima alle onde o se del caldo alito stava passando i portali dei suoi labbra. Sì lei respirò! lei era viva! Pieno dell'estasi grata lui pigiò la sua guancia al suo. Oh! come freddo era lei, ghiacciato, freddo come morte! La torcia della vita stava scintillando, ma lui non può--non poteva--non debba gli permetta di morire fuori: e con tutta la cura, la rapidità e decisione del più più uomo capace, lui ancora una volta l'elevò, l'alzò in ambo le braccio come se lei era un bambino, e la portò diritto alla casa cui muri bianchi lui potrebbe vedere luccicando fra gli arbusti dietro al terrazzo. La piccola lampada ancora stava bruciando in dama la stanza di Hannah che aveva così ultimamente Selene
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