Capitolo 36
iniziato e di chi lei aveva un anno ai tempio-servitori. Qui tutti circa lei una folla di colonne snelle stette in piedi, le loro aste incoronarono con calici floreali e con grazia curvati, come gambi che sostengono gigli, su lei capeggi lei vide nel soffitto un'immagine del cielo mezzanotte col brillante, unresting e stelle mai-calme; i pianeti e stelle fisse in loro abbai dorati guardarono silenziosamente in giù su lei. Sì! ecco il crepuscolo e calma che conviene una comunione personale con la divinità. I pilastri apparvero alla sua voglia come una foresta della crescita gigante, ed esso sembrò a lei che il profumo dell'incenso emanò dallo sfarzoso capitali floreali che li hanno incoronati; penetrò i suoi sensi che erano reso più acuto digiunando e l'agitazione, con un genere di ebbrezza. I suoi occhi furono elevati a cielo, le sue braccio l'attraversarono su petto come lei traversò questa sala enorme, e con passi tremanti si avvicinato ad una più piccola e più bassa camera, dove nel furthest e più scuro sfondo una tenda di cattivo e materiale costoso velò la porta simile ad ottone del santo di holies. Anche lei fu impedita per avvicinarsi a questo luogo sacro; ma a-giorno che lei era così riempito col desiderando ardentemente l'assistenza ispiratrice del dio che lei seguito al santo di holies nonostante l'ingiunzione che lei non aveva mai ancora rotto, non avvicinarsi. Riempito con timore riverenziale riverente in giù il quale lei ha affondato vicino alla porta della camera sacra, restringendosi vicino nell'angolo formato tra un porta-posto che proietta ed il muro della grande sala. Il desiderio ardente di cercare e trovare un potere fuori di noi come guidando il percorso del nostro destino è comune ad ogni nazione, ad ogni uomo; è come certamente innato in ogni essere donato con ragione--molti e vario come questi sono--come l'impulso per cercare una causa quando noi percepiamo un effetto, a veda quando visite leggere la terra, o sentire quando gonfiando onde di suono
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