Capitolo 53
Lei dal fare un atto disonorevole." Questa nota e sua madre lei diede al pianto Mandane, ed implorò suo dare ambo a Cambyses quando lei fu andata. Lei precipitò poi su lei ginocchia e pregò ai dei dei suoi padri per perdonarla per lei l'apostasia da loro. Mandane le implorò ricordare la sua debolezza e prendere un po' di resto, ma lei risposto: "Io non ho bisogno di alcun sonno, perché, Lei sa, io ho così poco sveglio-tempo ancora mi lasciò." Come lei continuò a pregando e cantare i suoi vecchi inni egiziani, il suo cuore ritornato sempre più ai dei dei suoi padri che lei aveva negato dopo tale lotta corta. In pressocché tutte le preghiere con cui lei fu informato, c'era una referenza alla vita dopo morte. Nel mondo inferiore, il regno di Osiris dove i quaranta-due giudici del morto pronuncia frase sul valore dell'anima dopo che è stato pesato dalla dea della verità e Thoth che contengono l'ufficio di scrittore in cielo, lei potrebbe sperare di rincontrarla i cari uni, ma solamente in caso la sua anima ingiustificata non fu obbligata per entrare sulla carriera di trasmigrazione attraverso i corpi di animali diversi, ed il suo corpo, a chi l'anima era stata affidata, rimase in un stato di conservazione. Questo, "se" l'è riempita con un'inquietudine febbricitante. La dottrina che il benessere dell'anima dipese dalla conservazione del terreno parte di ogni umano essendo andato via dietro ad a morte, era stato entusiasmato su lei dall'infanzia. Lei credè in questo errore che aveva costruito piramidi e pietre scavate, e tremò al pensiero che, secondo il Costume Persico, il suo corpo sarebbe gettato ai cani e rapaci, e così dato su ai poteri di distruzione che la sua anima deve essere privato di ogni speranza della vita eterna. Poi il pensiero venne a lei, se lei dovesse dimostrarsi di nuovo infedele ai dei dei suoi padri, ed una volta più precipiti in giù di fronte a questi spiriti nuovi di luce che diede il corpo morto su agli elementi e solamente giudicò l'anima? E così lei l'elevò
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