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Uarda: un Romanzo dell'Egitto Antico - Volume 01

Georg Ebers

Capitolo 5

quello che io dissi nella prefazione alla terza edizione. Questo titolo ha la sua propria storia, ed il più difficile sarebbe per me difenderlo, il più pronto io sono permettere un fautore di parlare per me, un fautore che sopporta un nome nessuno meno distinto che quello di G. E. Lessing che dice: "Nanine? (di Voltaire, 1749). Che genere di titolo è quello? Cosa pensieri si sveglia? Né più né meno che un titolo deve svegli. Un titolo non deve essere un conto di tariffa. I meno tradisce del contenuti, il meglio è. Autore e spettatore sono ambo soddisfatto, e i vegliardi diedero alle loro commedie qualsiasi cosa raramente ma insignificante nomi." Questo può essere il caso con "Uarda" il cui carattere è meno prominente che alcuni altri, è vero, ma cui i dolori diretto i destini di mio altri eroi ed eroine. Perché dovrei celare il fatto? Il carattere di "Uarda" ed il presente storia è scaturita dalla memoria di una ragazza di Fellah, mezzo bambino, mezzo fanciulla che io vidi soffre e muore in una capanna all'el di Abu Qurnah nel Necropoli di Thebes. Io ancora persisto nella condanna che io ho espresso così frequentemente, il condanna che i tratti del volto fondamentali della vita dell'anima hanno modifiche molto banali e subite fra nazioni civilizzate in tutte le volte e secoli, ma si sforzerà di spiegare l'opinione contraria, tenne da mio oppositori, chiamando attenzione alla circostanza che l'espressione di queste emozioni variazioni considerevoli mostrano fra peoples diverso, ed ad epochs diverso. Io credo che Juvenal, uno del vegliardo scrittori che meglio capirono natura umana, era corretto nel dire: "Erit ulterius nullo, quod nostris moribus addat Posteritas: eadem cupient facientque minores." Leipsic, il 15 ottobre 1877. U UN R D A. CAPITOLO IO. Dai muri di Thebes--la vecchia città di cento cancelli--le espansioni di Nilo ad un fiume largo; le altezze che seguono il ruscello su ambo i lati, qui prenda un contorno più deciso; vette solitarie, quasi cono-sagomate

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