Capitolo 40
regali e la Sua industria nelle quali io non sarò dietro a Lei. Io ho già visto il Suo alto-prete Ameni--che uomo! E che non sa nome di thy, Gagabu, o thine, Meriapu?" "E quale di Lei", chiese all'altro nuovo-comer, noi salutiamo come l'autore del più bel inno ad Amon del quale mai fu cantato nella terra l'In Oriente? Quale di Lei è Pentaur?" "La sedia vuota Gagabu quello", risposto, aguzzando ad un posto al fine più bassa della tavola, "è il suo. Lui è il più giovane di noi tutti, ma un il grande futuro l'attende." "E le sue canzoni", aggiunse il sambuco degli estraneo. "Senza dubbio," risposto il capo del haruspices,--[One degli ordini di preti in l'egiziano hierarchy]--un vecchio uomo con una grande testa riccia grigia che sembrato troppo pesante per il suo collo sottile che tese in avanti--forse da l'abitudine di guardare per segnali continuamente--mentre i suoi occhi prominenti arso con un barlume fanatico. "Senza dubbio i Dei hanno accordato grandi regali a giovane amico nostro, ma rimane essere provò come lui la volontà li usi. Io percepisco una certa libertà di pensiero di gioventù che mi addolora profondamente. Anche se nei suoi poemi il suo stile flessibile certamente segue le forme prescritte, le sue idee trascendono ogni tradizione; ed anche negli inni intesi per gli orecchi delle persone io trovo gira di pensiero, è probabile che quale sia chiamato bene tradimento ai misteri che solamente alcuni mesi fa lui giurò tenere segreto. Per esempio lui dice--e noi cantiamo-- ed il laicato sente-- "Uno solamente arte Tu, Tu Creatore di esseri; E Tu solamente makest tutti che sono creati. E di nuovo-- Lui ha solamente Da solo, un anno senza uguale; Indulgendo nel più santo di holies da solo." [Inno ad Amon preservò in un rotolo di papiro a Bulaq, e decifrò da Grehaut e L. Stern.] Tali passaggi come questi non dovrebbero essere cantati in pubblico, almeno in durate
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