Capitolo 20
lo stesso lui. Come loro trovarono l'ulteriore nord, le onde aumentarono in taglia, un temporale sorse e soffiato ferocemente nelle loro facce; ma il più grezzo il lago divenne, il più gaio e più forte crebbe l'umore di Giorgio. Il suo compagno cominciò ad avere paura, ed implorò che è probabile che loro ritornino, ma Giorgio, sebbene non era il suo costume, fece il suo feltro di autorità principesco, ed austeramente comandò che il ragazzo facesse come lui era offerta. Tutto in una volta divenne scuro circa loro, e sembrò come se un potente mare-cavallo deve avere sotto lo skiff e deve alzarlo con la sua schiena, per Giorgio fu lanciato nell'aria. Poi lui sentì lui prese un rivestendo di vimini vortice che lo succhiò nei suoi cerchi al fondo. Lui perse alito e coscienza. Quando lui venne di nuovo a lui, lui si trovò in un caverna chiusa, tra forme strane di grigio-marrone, gocciolando stalattiti. Sopra degli archi del tetto lui sentì un rumore, mentre grugnendo risata, ed un esprima che suonò come l'ululato rauco di un cane pianse molte volte: "Qui noi abbiamo la covata di Wendelin! Finalmente io ho il Greylock!" Poi Giorgio ricordò tutti che lui aveva udito per caso Pepe e Nonna riferisca, e tutti che lui aveva blandito fuori di loro dalle sue domande. Lui era precipitato nelle mani del cattivo spirito, Misdral, ed ora la vera sfortuna, quale l'aveva minacciato sin da allora la sua nascita, era cominciare. Lui era raffreddore gelato, e molto affamato, e come lui pensò al bello giardini a casa, della tavola di bene-espansione nel castello di suo padre a quale lui sedeva così comodamente sulla sua sedia alto-appoggiata, e del lacchè ben nutrito, lui sentì piuttosto lo svenimento. Lui comprese anche la sua assenza avrebbe provocato che ansia terribile il suo madre. Lui potrebbe vedere la sua gestione circa, mentre piangendo, coi suoi capelli in disordini, mentre cercandolo ogni dove. Quando lui era più piccolo lei l'aveva preso nel suo letto spesso ed aveva giocato
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