Capitolo 46
aguzzi", e come lui emise le parole la sua voce presunse un tono imperioso, "quale già è deciso irrevocabilmente. Il mondo non deve sospettare quello che la speranza ci propone ed un altro. Le dica, Mathys noi l'auguriamo felicità; ma se il suo cuore materno si aspetta che io farò il suo bambino il honour di chiamarlo il mio, io devo costringerla a tenere silenzio, e intrust il destino del neonato, dalla prima ora della sua nascita, alla mia carica." Qui lui esitò, e, dopo avere guardato il medico nella faccia, seguì: "Lei pensa di nuovo che aspro, Mathys--io lo vedo nella Sua espressione--ma, come il mio amico, Lei Lei può desiderare appena il mondo per vedere l'Imperatore Charles che compie lo stesso compito con un Barbara Blomberg. Lei è gratis a scelga. O io voglio retro il bambino, se è un ragazzo o una ragazza, come mio proprio, come io facevo mia figlia, la Duchessa Margaret di Parma, o lei la volontà rifiuti di darmi il bambino dalla sua nascita ed io devo negarlo riconoscimento. Io già ho diviso lontano troppo con quell'allettante creatura; Io non posso permettere anche questa dispensa nuova per ripristinare mio relazione troncata col cantante. Se l'amore materno di Barbara è altruista, la scelta non può essere difficile per lei. Che la carica di provvedendo per questa vita nuova precipiterà su me è chiaramente una questione. Le dica questo, Mathys e se in futuro--Ma no. Noi confideremo questo si importi a Quijada." Come la porta chiuse dietro al medico, Charles stette in piedi immobile. Profondo la serietà solcò il suo sopracciglio, ma improvvisamente un'espressione di trionfante la gioia balenò sulla sua faccia, e poi produsse ad un'occhiata di grato soddisfazione. Il suo sopracciglio alto si annuvolò di nuovo comunque, presto, e suo più basso labbro sporse. Dell'idea che eccitò la sua indignazione è dovuta entrare la sua mente. Lui stava pensando appena con la più calda gioia del regalo di Fato del quale il medico gli aveva detto, ma ora le ragioni che
| <- | Contents | -> |