Capitolo 27
Due cresciuto uno nella solitudine. HESPEROTHEN. Dall'esempio di certi marinai Greci che, essendo in salvo ritornato dalla guerra su Troy, lasci ancora di nuovo le loro vecchie terre e dei, cercando loro non sanno quello che, e né scegliendo di sopportare nell'isola di Phaeacian equa, né indulgere e morire con le Sirene, a lungo finisca miseramente in un paese di deserto dal mare, sia messo avanti la Vanità della Malinconia. E dalla terra di Phaeacia è a sia capito il luogo di Art e di Piaceri equi; e da L'Isola di Circe, i luoghi di delizie fisiche, uomini di whereof, precipitando aweary, raggiunga ad Eld, ed all'oscurità di quell'età. Quale cosa che Francoys Rabelais Master ha finto, sotto il similitude del Isola del Macraeones. I CERCATORI PER PHAEACIA. C'è una terra di giorno di remotest, Dove la notte molle è nata, e tramonto muore; Le spiagge orientali vedono maree deboli affievolirsi, Quella lavata le terre dove risata, ferite lacere, e sospiri, Faccia life,--le terre sotto del blu di cieli comuni. Ma nell'ovest un mare misterioso è, (Che vele l'hanno visto, o che shipmen saputo?) Con coste incantate dove sono le Sirene, Con isole dove una Dea cammina da sola, E negli alberi di cedro i venti magici fanno lamento Verso est le cure umane di casa e casa, Città, e navi, e Dei ignoti, ed amori; Fanciulle volto ad occidente, strane più equo della schiuma, E le vite illegali di uomini, e boschetti infestati dagli spettri, Dove un Dio può indulgere, e dove i vagabondaggi di Dryad. I Dei sono spensierati dei giorni e morte Di uomini di toilsome, oltre i mari occidentali; I Dei sono disattenti del loro alito doloroso, E non li ama, per loro non sono come questi; Ma nell'ovest dorato loro vivono e giacciono ad agio. Ancora il Phaeacians bene loro amano che vive Al limite della luce, passando ore spensierate, La maggior parte come i Dei; e loro hanno regali per dare, Anche il vino, e fontane musicale, e fiori, E canzone, e se loro vogliono, navi rapide, ed i poteri magici.
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