Capitolo 7
sappia perché. Mio caro, mi dovrebbe piacere sapere se alcuno di Suo amori sono morti--quell'uno chiude dall'acqua, per esempio o quello piace [disegnando di un fiore] o [disegnando di una spazzola] o [disegnando di un cane in marcia] 'ragazza di s così che è probabile che Lei ottenga un altro nel suo posto. Dato a Venezia alla nona ora della notte sabato dopo Candlemas di anno 1506. [La nota di redattore: Calcolando da tramonto, a questa stagione [questo] sarebbe approssimativamente 2:30 di mattina] Dia il mio servizio a Stefano Paumgartner ed a Padroni Hans Harsdorfer e Volkamer. --Albrecht Dürer 28 febbraio, 1506 Prima mio riparerà a Lei, caro Herr Pirkheimer. Se cose vanno bene con Lei, poi io sono davvero contento. Sappia, anche, che dalla grazia di Dio io sto facendo bene e sto lavorando digiuno. Ancora io non mi aspetto di avere finito di fronte a Whitsuntide. Io ho venduto tutti i miei ritratti omettono uno. Per due io trovai 24 ducati, e l'altro tre che io ho dato per questi tre anelli, quali furono valutati nel cambio come valore 24 ducati, ma io li ha mostrati a dei buoni amici e loro dicono loro sono solamente valore 22, e come Lei scrisse a me per comprargli alcuni gioielli, io pensai che io gli avrei spedito gli anelli da Franz Imhof. Li mostri a persone che li capiscono, e se Lei come loro, li tenga per quello che loro valgono. In caso Lei fa non li voglia, li spedisca di nuovo dal prossimo messaggero, per qui a Venezia un uomo che aiutò a fare il cambio vuole mi dia 12 ducati per lo smeraldo e 10 ducati per il rubino e diamante, così che io non ho bisogno di perdere più di 2 ducati. Io desidero che Lei aveva occasione per venire qui, io so che il tempo può passi rapidamente, per là così molti begli uomini sono qui, davvero artisti. Ed io ho tale folla di stranieri (gli italiani) circa me che io qualche volta sono costretto per chiudermi su, e i gentiluomini ogni augurio io bene, ma pochi dei pittori. Caro Padrone, Andreas Kunhofer gli spedisce il suo servizio e
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