Capitolo 46
Arnemuiden, dove io posai la notte, è il più grande. Da là io viaggiai a Middelburg. Là nell'abbazia il de di gennaio Mabuse ha fatto un grande ritratto, non così buono nel disegno come nel colouring. Da là io andai al Veere, dove navi da ogni bugia di terre. È una piccola città molto eccellente. Ma ad Arnemuiden, dove io sbarcai, là accadde a me un grande sfortuna. Come noi stavamo venendo a sbarcare e stavamo uscendo la nostra corda, nel momento in cui noi stava ottenendo su spiaggia, una grande nave funzionò in noi così sodo che nello schiacciamento io feci ognuno ottiene fuori di fronte a me, così che nessuno ma io, Giorgio Kotzler, due le vecchie donne, il marinaio, ed un piccolo ragazzo furono andate via nel nave. Quando ora l'altra nave bussò contro noi e me con quelli menzionati erano sulla nave e non potevano uscire, il corda forte ruppe, ed allo stesso momento un temporale violento di vento forzatamente sorse quale guidò di nuovo la nostra nave. Quindi noi tutti mandato a chiamare aiuto, ma nessuno si rischierebbe, ed il vento c'eseguiti di nuovo a mare. Poi il capitano si lacerò i capelli e pianse ad alta voce, per tutti i suoi uomini era sbarcato e la nave era abbattuto. Era una questione di paura e pericolo, per là era un grande vento e non più di sei persone nella nave, così io parlò al capitano che lui dovrebbe prendere cuore e dovrebbe avere la speranza in Dio, e dovrebbe prendere pensiero per quello che sarebbe fatto. Lui detto che se lui potesse tirare sulla piccola vela, lui tenterebbe se noi potessimo venire di nuovo a sbarcare. Quindi noi tutti aiutammo l'un l'altro e lo tirò intermedio su con difficoltà, e seguì di nuovo verso la terra. E quando quelli sulla terra che già aveva ci rinunciati a sega come noi c'aiutammo, loro anche vennero il nostro aiuto, e noi trovammo sbarcare. Middelburg è una buona città; ha un municipio molto bello con una torre eccellente. C'è molta arte mostrata in tutte le cose qui. Ci sono stalle molto ricche e belle nell'abbazia,
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