Capitolo 46
negli alberi era nuovo a lui; lui rubò agilmente poi via attraverso il legno terribile. "E presero Nuth?" Lei chiede a me, lettore gentile. "Oh, no, il mio bambino" (per tale domanda è infantile). "Nessuno mai prese Nuth." COME UNO VENNE, COME FU INDOVINATO, A LA CITTÀ DI MAI Il bambino del quale ha giocato sui terrazzi e giardini in vista il Colline di carrozza non seppero mai che era lui quello dovrebbe venire il Ultima Città, mai seppe che lui dovrebbe vedere il Sotto le Buche, il barbicans ed i minareti santi della città più possente saputi. Io penso di lui ora come un bambino con un poco rosso innaffiamento-inscatoli andata circa il giardini nel giorno di un'estate che accese il caldo paese meridionale, il suo l'immaginazione si dilettò con tutte le storie di avventure piuttosto piccole, e tutto il tempo fu riservato per lui là che atto di valore a che gli uomini si chieda. Guardando nelle altre direzioni, via dalle colline di Carrozza, attraverso tutti la sua infanzia lui vide quel precipizio che, muro sopra di muro e montagna sopra montagna, bancarelle all'orlo del Mondo ed in perpetuo crepuscolo da solo con la Luna ed il Sole tiene sull'inconcepibile Città di Mai. Leggere le sue strade lui fu destinato; profezia lo seppe. Lui aveva la cavezza magica, ed una vecchia corda usata che era; un vecchio wayfaring donna glielo aveva dato: aveva il potere per tenere alcun animale cui corsa non aveva saputo mai prigionia, come l'unicorno il hippogriff Pegasus, dragoni e wyverns; ma con un leone, giraffa, cammello o cavallo, era inutile. Come spesso noi non abbiamo visto Mai quella Città di, quella meraviglia delle Nazioni! Non quando è serale nel Mondo, e noi possiamo vedere nessuno ulteriore che il stelle; non quando il sole sta splendendo dove noi indulgiamo, mentre abbagliando i nostri occhi; ma quando il sole ha messo in dei giorni tempestosi, tutto in una volta pentito a sera, e quelli le brillanti rupi si rivelano quale noi pressocché prenda essere nubi, e è crepuscolo con noi come mai è per con
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