Capitolo 39
presenza di un sentimento assorbente di qualche genere. Io stavo guardando da il letto di morte di mio padre: Io stavo testimoniando all'ultimo desiderio ardente capriccioso getti uno sguardo la sua anima aveva gettato di nuovo sull'eredità esausta della vita--l'ultimo coscienza debole di amore che lui aveva raggruppato dalla pressione della mia mano. Quello che è tutti i nostri amori personali quando noi stiamo dividendo in quello supremo agonia? Nei primi momenti quando noi veniamo via dalla presenza di morte, ogni altra relazione al vivente è unita, al nostro sentimento, in la grande relazione di una natura comune ed un destino comune. In quel stato di mente io mi unii a Bertha nella sua seduta-stanza privata. Lei fu fatto sedere in una posa di inclinazione su un divano, con la sua schiena verso il porta; le grandi bobine ricche dei suoi capelli di biondo pallidi che la sormontano piccolo tiri il collo a, visibile sopra della schiena del divano. Io ricordo, come io chiusi il porta dietro a me, un tremulousness freddo che mi afferra, ed un senso vago di essendo odiato e solitario--vago e forte, come un presentimento. Io so come io guardai a quel momento, per io mi vidi nel pensiero di Bertha come lei alzato il suo taglio occhi grigi, e guardò a me: un fantasma-veggente misero, circondò da fantasmi di mezzogiorno, mentre tremando sotto una brezza quando il foglie ancora erano, senza appetito per gli oggetti comuni di creatura umana desideri, ma languendo dopo le luna-raggio. Noi eravamo anteriori a fronte con l'un l'altro, e giudicò l'un l'altro. Il momento terribile di completo l'illuminazione era venuta a me, ed io vidi che l'oscurità aveva nascosto nessuno panorama da me, ma solamente un muro prosaico e bianco: da quella sera attraverso gli anni nauseabondi che seguirono, io vidi avanti, ogni tondo il stanza stretta dell'anima di questa donna--la sega artificio piccolo e negazione mera dove io mi ero dilettato credere in sensibilità modeste ed in intelligenza in lotta
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