Capitolo 49
nella stanza. Poi una voce parlò. Era Millard, sebbene appena riconoscibile su conto della sua asprezza. "È una cosa terribile per fare, Benson ma--ma io non posso aiutarlo! Se Lei solamente seppe quello che vuole dire a me per vincere!" Poi seguì un momento di silenzio assoluto. Jack potrebbe sentire il suo proprio cuore colpendo, come lui immaginò lui potrebbe sentire quello del suo persecutor. Poi c'era un altro suono, come se alcuno peso leggero oggetto metallico era precipitato al pavimento. "Ciao, la vecchia screpolatura! Io--io La rispetto per la Sua arenaria calma--quello è tutti che posso dire io." C'era il suono di una svolta rapida, poi passi molli. Jack seppe quel Millard era fuggito. "Lui mi rispetta per mio 'arenaria calma!'" Jack riso, severamente--pressocché istericamente. "Non fa la canaglia sa che io sono tutto ma mi gelato nel torpore di tema?" Poi, nel momento in cui improvvisamente, un angosciato "oh!" rotto dai labbra del ragazzo, a sia seguito, immediatamente, da un tremore della speranza. Per, ometta alla durata quando interruppe dal ritorno di Millard, il giovane capitano sottomarino stava lottando selvaggiamente alle obbligazioni dietro al suo indietro. Ora, lui immaginò, lui sentì o sentì un solo lido che dà modo. "Io devo uscire rapidamente da questo, se affatto!" tremolato il ragazzo, fissando con l'oscillando occhi ai candela-bit di mai-accorciamento. "Là non sarà qualsiasi cosa andò via a fare--eccetto orso esso--se io sono dieci minuti più da molto a questo tutti ma compito senza speranza." Dopo alcuni momenti frenetici di lotta era un altro "r-r-laceri" dietro a lui--vicino ai suoi polsi. Ora, giovane Benson lottò con ira e forza frenetica. Il suo sguardo fisso era mai verso la candela, bruciando abbassa. Sembrò come se deve comunichi la sua fiamma alla carta ad alcuno immediato. Là venne un altro lacerando suono. Capitano Jack Benson, sebbene lui non poteva vedere, feltro qualche cosa dando circa i suoi polsi. Freneticamente
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