Capitolo 62
ficchi su lui. Il magistrato fu disturbato, e preferì non spedire per il console. Lui offrì di rilasciare Zio John se lui avesse dato al cabman una buona lira in cambio per il cattivo. La tassa ufficiale sarebbe cinque lira--o dice tre lira--o anche due. Zio John rifiutò piattamente di pagare qualsiasi cosa a qualcuno. Solamente guerra potrebbe stabilire questa complicazione internazionale--maledettamente e guerra amara. Il console subito deve cablare per guerra-navi e truppe. Lui insisterebbe su lui. Ogni compromesso ora era impossibile! Il magistrato fu spaventato. Gli occhi dei guarde si incurvarono con orrore e lui tremò visibilmente. Era evidente loro avevano commesso un errore grave in arrestando questo americano arrabbiato che evidentemente era un personaggio di grande importanza e capace dichiarare guerra all'avviso di un momento. Il cabman, il magistrato, il guarde e l'interprete misero insieme le loro teste e l'italiano loquace chiacchierato--ogni parola subito in toni eccitati--mentre Zio John continuò ad avvertirli alla cima dei suoi polmoni che loro paese fu condannato all'annientamento improvviso e loro erano i colpevole responsabile per la prossima calamità. Di conseguenza loro legarono in un fascio di nuovo l'americano irato nella carrozza e lo guidò di nuovo l'alacrità di poste al museo, dove loro lo depositarono su i passi. Poi in un bagliore il guarde ed i cabman scomparvero da avvisti e fu visto nessuno più. Il vincitore sorrise orgogliosamente come le sue nipoti rivestite di vimini verso lui. "Aveva pagare un'altra lira, Zio?" Patsy chiesto, ansiosamente. "Non su vita Sua, mio caro", lavando vigorosamente il suo sopracciglio. "Loro sono molto di cutthroats ed assassini--i poliziotti, magistrati e tutti--ma quando l'aquila grida loro sono saggi abbastanza per chinare la testa." Le ragazze risero. "E l'aquila gridò, poi?" Patsy investigò. "Solo un piccolo, mio caro; ma se lo parlasse a bassa voce sonderebbe rumore possente
| <- | Contents | -> |