Capitolo 66
destino "Da cui sono? Quello che è questo essere misterioso del quale io sono consapevole?" Loro avevano cominciato a ragionare su natura, l'origine della questione, la relazione di mortals all'Infinito. La scuola dell'Upanishads si considerato un'aristocrazia di intelletto, e tenne la filosofia come la loro prerogativa esoterica e particolare. Fu mantenuto che due generi distinti di rivelazione erano stati fatti ad uomini. Prima, quello semplice genere che fu disegnato per preti e le masse comuni, per tutti quelli chi riguardò solamente effetti e fu soddisfatto con assunzione di sacerdotal e merito-facendo. Ma, c'era in secondo luogo, una conoscenza più alta che si concernito con l'origine del mondo e le cause ignote di cose. Anche a questo giorno gli Upanishads sono i Vedas del pensante classi dell'India. [43] Come il Brahmanas diede espressione alla dottrina di casta prima, così in l'Upanishads noi troviamo il primo sviluppo del panteismo ed il dottrina di trasmigrazione. Alla conclusione già era stata giunta che "C'è solamente uno Essendo che esiste: Lui è all'interno di questo universo ed ancora fuori di questo universo: whoe'er vede tutte le creature viventi come in Lui, e Lui lo spirito universale, come in tutti, da allora i saluti nessuna creatura con disprezzo." La lingua di speculazione indù esaurisce le sue risorse in similitudini da quale per rappresentare l'annientamento personale. L'origine di uomo e relazioni è dato conto di molto tersely da tali illustrazioni come questi: "Come il web pubblica dal ragno, come le piccole scintille procedono da fuoco, così da l'Anima del Una va avanti tutti gli animali di respirazione, tutti i mondi, tutti i dei, tutti gli esseri." Poi come a destino: "Questi fiumi procedono dall'est verso l'ovest, loro sorgono per questo motivo dall'oceano nella forma di vapore, e lasciando cadere di nuovo, loro fluiscono verso il sud ed uniscono nell'oceano. E come i fiumi fluenti sono uniti nel mare, mentre perdendo i loro nomi e forme, così il saggio, liberò da nome e forma, passi nel Divino
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