Capitolo 74
quello è--Lei mi capisce?--incerto." "Bagatella!--quelli saranno del tutto corretti", lui riunì, con alacrità. "Il l'idea di soldi non ondeggerà Marescotti nel minimo. Lui è ricco--un individuo eccellente. Non abbia nessuna paura di quello. Lo lasci tutti a me, Enrica e Marescotti. Io sono un vecchio cortigiano. Molto un matrimonio reale è passato attraverso le mie mani. Per Bacco--sebbene nessuno ma il duca seppero esso--attraverso le mie mani! Lei può avere fiducia in me, marchesa." C'era una coscienza orgogliosa del passato nella faccia del vecchio uomo. Lui mostrò tale fiducia perfetta in lui che lui impartì lo stesso la fiducia alla marchesa. "Io avrei fiducia in nessun altro, Cesarino" che lei ha detto, mentre sorgendo da lei sedia. "Ma è cauto; mi leghi a nulla finché noi rincontriamo. IO deve sentire tutti che passaggi tra Lei ed il conto, poi giudichi per io." "Io La rispetterò in tutte le cose, signora nobile", Trenta risposto, sottomessamente. Come lui dreaded che tradisce la sua esultanza segreta! Emancipare Enrica dalla sua vita misera da un matrimonio onorevole, era, al suo cuore benevolo, felicità infinita! "Buono-notte, marchesa. La bene riposo!" "Buono-notte, Cesarino--un rivederci!" Quindi loro divisero. CAPITOLO IX. LA CONTESSA LA PALLA DI ORSETTI. La palla a Casa Orsetti molto fu sollecitata in Lucca. L'ospitalità è da nessuno mezzi una virtù cardinale in Italia. Anche nelle più grandi case, il pane e sale dell'arabo non sono proposti a Lei--o, se è offerto a tutti, appare nella forma di così pericolosamente limonata di acido o tè così debole, è evitato meglio. Ogni anno sono balli al Dei di casinò Nobili, durante il Carnevale e ci sono veglioni, o palle, al teatro dove signore vanno mascherato ed in domini, ma non balli; ma queste dissipazioni annuali sono pagate per da biglietto. Un ricevimento generale, perciò incluso ballando, cena, e champagne, _gratis_ era un evento. Il Palazzo di Orsetti, un edificio quadrato ed enorme di pietra rossastro-grigia con
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