Capitolo 62
Il Toff: Bene, poi, quello che è la questione? Bill: Fuori con lui. Ridacchia: Io giuro a Dio... Alberto: Bene? Il Toff: Non interrompa. Ridacchia: Io giuro io vidi qualche cosa _what io non facevo like._ Il Toff: Cosa non gli piacque? Ridacchia: [In ferite lacere.] O Toffy, Toffy lo riprendono. Prenda la mia azione. Dica Lei lo prende. Il Toff: Cosa ha visto? [Silenzio morto solamente rotto da Ridacchia' i singhiozzi. Poi passi pietrosi è sentito.] [Digiti un Idolo orrendo. È cieco e cerca il suo modo. Brancola il suo modo al rubino e lo va a prendere e viti esso in una presa di corrente nella fronte.] [Ancora ridacchia piange leggermente; lo sguardo fisso di resto in orrore. L'Idolo passi fuori, non brancolando. I suoi passi si muovono poi via si ferma.] Il Toff: O i grandi cieli! Alberto: [In una voce infantile, lamentosa.] Cosa è, Toffy? Bill: Alberto, è quel idolo osceno [in un bisbiglio] venga dall'India. Alberto: È andato. Bill: Ha preso il suo occhio. Ridacchia: Noi siamo salvati. Via, una Voce: [Con accento esotico.] Meestaire William Jones, Marinaio Capace. [Il Toff non ha parlato mai, mai non si mosse. Lui guarda fisso solamente stupidamente in orrore.] Bill: Alberto, Alberto, quello che è questo? [Lui sorge e cammina fuori. Un lamento è sentito. Ridacchia va a finestra. Lui precipita di nuovo malaticcio.] Alberto: [In un bisbiglio.] È accaduto cosa? Ridacchia: Io l'ho visto. Io l'ho visto. O io l'ho visto. [Lui ritorna tavola.] Il Toff: [Posando molto dolcemente la sua mano su Ridacchia' braccio, parlando leggermente e vincentemente.] Cosa era, Ridacchia? Ridacchia: Io l'ho visto. Alberto: Cosa? Ridacchia: O. Voce: Meestaire Alberto Tommaso, Marinaio Capace. Alberto: Devo andare, Toffy? Toffy, devo andare? Ridacchia: [Afferrandolo.] Non si muova. Alberto: [Andando.] Toffy, Toffy. [Esca.] Voce: Meestaire Jacob Smith, Marinaio Capace.
| <- | Contents | -> |