Capitolo 27
Tharrabas: Quindi Nilo l'ha lasciato? Tharni: Loro dicono loro non l'adorano più in questo luogo. Tharrabas: E se io fossi Nilo santo io starei anche lassù [aguzzando] nel luce del sole. [Lui vede improvvisamente la massa deforme ed enorme di Harlee.] Oh-h-h! Harlee: Urh Tharni: Perché, è Harlee. Tharrabas: Io pensai che Lei sia del dio terribile, cattivo. [Le risate di Harlee. Lui rimane inclinandosi sulla sua grande sbarra di ferro.] Tharni: Lui aspetta qui la Regina. Tharrabas: Che bisogno sinistro potrebbe avere di Harlee? Tharni: Io non so. Aspetta la Regina, Harlee? [Harlee accenna col capo.] Tharrabas: Io non offrirei un banchetto a qui. Non con una Regina. [Le risate di Harlee bramano.] Tharrabas: Il nostro lavoro è fatto. Venga. Ci permetta di lasciare questo luogo. [Exeunt Tharrabas e Tharni sui passi.] [La Regina appare con la sua serva, Ackazarpses, venendo in giù i passi. La sua serva tiene il suo treno. Loro entrano il tempio.] Regina: Ah. Tutti sono pronti. Ackazarpses: No, no, Signora Illustre. Nulla è pronto. Il Suo raiment--noi dobbiamo l'assicuri qui [la spalla], e poi l'arco nei Suoi capelli. [Lei comincia a titivate la Regina.] Regina: Ackazarpses, Ackazarpses io non inscatolo _bear_ per avere nemici. Ackazarpses: Effettivamente, Signora Illustre, è sbagliato che Lei dovrebbe avere nemici. Uno così delicato, così snello e withal così bello non dovrebbe avere mai un nemico. Regina: Se i dei potessero capire loro non lo permetterebbero mai. Ackazarpses: Io ho versato fuori vino scuro a loro, io li ho offerti grasso, davvero, io ha offerto loro cose di savoury spesso. Ho detto io: La Regina deve non abbia nemici; lei è troppo delicata, troppo correttamente. Ma loro non vogliono capisca. Regina: Se loro potessero vedere le mie ferite lacere loro non permetterebbero mai tali dolori per essere sopportato da una piccola donna. Ma loro guardano solamente ad uomini e loro orribile
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